| Rossano Turzo |
|
domenica, settembre 28, 2003
Quella che avrei voluto proporre è un’analisi tecnica della poesia di Rossano Turzo, in particolare uno studio sulla sua metafora. Ma ci sono due inconvenienti: lo spazio è esiguo e inoltre molti lettori non conoscono ancora Turzo. Allora si rende necessaria una presentazione, che vuole essere anche un omaggio a questo autore, un piccolo cult molisano che ha già collezionato passaggi su molti media della regione. posted by TURZO |
28/09/2003 16:27 | commenti
martedì, settembre 23, 2003
posted by TURZO |
23/09/2003 07:08 | commenti (2)
lunedì, settembre 15, 2003
Tra due settimane al massimo riprenderà, su TVI, Turzo Time, il programma di lettura dell'opera di Turzo in televisione. Paolo Comegna e Fabio Mancini stanno lavorando alla registrazione delle nuove puntate. A richiesta, verrano mandate in onda anche le 14 puntate che hanno allietato l'estate dei molisani. posted by TURZO |
15/09/2003 23:57 | commenti (5)
sabato, settembre 13, 2003
Lu liup lu liup gridavi da sopra a santa lucia ma nessuno ti credeva più dopo che avevi stracciato il cuore a una settantina di giovani di Miranda ti piaceva il mele e pungicavi come all’ape regina pregavi dentro alla chiesa ma poi la notte te ne uscivi di nascosto e andavi a trovare quello là …quello là pare che non lo so dice che quello là teneva certe doti che a te ti piacevano assai io tenevo il muso a mamma perché non mi aveva fatto la dote ma mamma disse che con quelle doti là lei non c’entrava niente che era una cosa genetica e io non ero un genio una sera, mentre stavo decidendo se andarmi a mangiare una pizza a la bella o a basilea ti vidi uscire quatta quatta e ti seguii entrasti a casa di quello là e poi ti mettesti a cantare così forte che ti sentivano tutti quanti così si fece il pubblico là fuori e ti aspettammo fino a tardi quando uscisti alle quattro di mattina con la faccia tutta contenta tutta Miranda ti fece l’applauso e tu senza scomporti dicesti quasi quasi vi faccio il bis
posted by TURZO |
13/09/2003 07:00 | commenti (1)
venerdì, settembre 12, 2003
sciosciava il vento e le frasche mi mettevano paura dai pini della villa cadevano le pigne e si squacciavano p’ terra squok come al sindaco quando ha perso le elezioni Tu non venivi e io mi agguattavo dentro la ingerata di tua sorella che mi copriva e mi teneva callo callo Davanti all’albero della cappella c’era uno inginocchiato che piangeva e piangeva Mi avvicinai e riconobbi Curticone il figlio di Frish Frish Mentre mi avvicinavo passò il camion della spazzatura e fece una puzza che non si poteva stare da dietro alla cittadella arrivò una filippina che mi tagliò la faccia Curticone mise in moto e sgommò e mi stava schiaffando sotto dal cimitero arrivava una luce che sembrava dire vieni vieni Io ti amavo assai e ti volevo aspettare tutta la notte ma quando alla scurdia cercai di accucciarmi dietro una macera e misi la mano sopra una liffa di vacca ti maledii così forte che tremarono le zomarre dei pastori e me ne andai a Salcito posted by TURZO |
12/09/2003 14:24 | commenti (1)
martedì, settembre 09, 2003
di Franco Valente da @ltromolise Una volta, molto tempo fa, mentre cercavo di convincere un mio amico di una certa cosa, dissi “Ti giuro sulla testa di mio figlio”. Mio figlio che era vicino a me disse immediatamente: “Papà, perché non giuri sulla testa tua?” Da allora ho fatto tesoro della lezione, perciò giuro sulla mia testa che l’e.mail pubblicata a firma dello pseudonimo “Franco Telespettatore” non è farina del mio sacco. Però mi ha fatto immenso piacere leggerla perché comincio ad avere l’impressione che uno alla volta diventeremo un popolo!E’ vero, alla presentazione del mio libro sui “Luoghi antichi della Provincia di Isernia” in prima fila, attrezzati come per le migliori occasioni, vi erano gli operatori della RAI regionale. Li avrei anche ringraziati come ho fatto con tutti gli altri giornalisti delle altre emittenti che si sono interessate con ampi e dettagliati servizi, ma sono andati via qualche minuto prima che finissero gli interventi. Sulla cultura credo che sia il tempo dei chiarimenti. Non è possibile che ogni volta si debbano dirupare montagne per muovere l’acqua stagnante di questa regione. Vorrei che qualcuno si decidesse a discuterne. “Navigatore Solitario” (un altro che bastonerei perché non si firma con il suo nome) ha avuto l’ottima idea, facendoci conoscere l’ennesima poesia di Rossano Turzo, il più singolare dei moderni poeti molisani, di informarci che nella nostra regione esiste una cultura alternativa. Ed allora, ringraziandolo per la provocazione e prendendo atto della sua timidezza, presuntuosamente mi assumo il compito di affermare che Rossano Turzo è oggi l’unico grande poeta molisano. Ho tentato in tutti i modi di capire chi si nasconda dietro questo serio pseudonimo senza riuscire a concretizzare un’immagine precisa. Ho letto decine di volte le sue straordinarie poesie dal sapore autobiografico sull’Interruttore, interrogando Marianna Lombardi e la redazione del suo giornale senza ottenere il più piccolo indizio che mi portasse alla identificazione di questo singolare autore. Così ho concluso che Turzo se ne frega di tutti. Se ne frega dell’Università di Campobasso e di Isernia. Se ne frega pure della RAI Molise che non si è degnata una sola volta di far conoscere la sua acuta interpretazione della realtà molisana, il suo modo di vedere le cose, l’immediatezza della sua poesia. Egli va avanti per la sua strada senza far conoscere il suo vero nome e concedendosi ai pochi eletti (come Navigatore Solitario) che hanno capito la sua originale cultura poetica. Fra qualche anno quei critici tromboni che (baroccheggiando a destra e sinistra e tritando le olive come fanno le ruote di un trappeto) imperversano per il Molise da qualche decennio con giacca e cravatta a fare inacidite conferenze su Francesco Iovine, Vincenzo Cuoco, Giuseppe Maria Galanti, Gabriele Pepe e qualche altro, si pentiranno di aver trascurato la forza trascinante di Rossano Turzo. E solo quando ormai la sua poesia avrà perso la spinta rivoluzionaria, questi illustri professori ne capiranno la forza. Allora si alzerà qualcuno dell’Università di Campobasso per dire che nessuno prima di lui l’aveva capito. posted by TURZO |
09/09/2003 12:02 | commenti (1)
domenica, settembre 07, 2003
LA SMENTITA DI TURZO posted by TURZO |
07/09/2003 10:26 | commenti (2)
giovedì, settembre 04, 2003
al rodeo di Montenero mi sentivo uno stallone e certe volte una trota della Zittola. L’acqua era fresca come una gazzosa che facevano a Frosolone. Tu invece eri calda come una vroda che ci avevano cacciato la pasta a ora a ora. Ti squagliavi alle mie parole ti mettevi di quarto ti arrivotavi singultavi come il camion della spazzatura quando ribalta nella discarica abusiva e poi se ne scappa. Poi mi imbrogliavi le cervella come a quando mettono i rifiuti diversi nello stesso camion. Ma a Montenero questo non succedeva perché i cavalli hanno un’anima e il rodeo le sue regole. Io, a Montenero, vicino alla staccionata mi croccai due litri di vino mentre il sole se ne calava e feci un rutto vergognoso in omaggio alla gioventù. posted by TURZO |
04/09/2003 00:58 | commenti (1)
martedì, settembre 02, 2003
Quando piove a Filignano si parla scozzese e si abbottano le zampogne. Io ci venivo perché mi piacevi tu anche se tutti dicevano che ti puzzavano i piedi. Quando c’era la guerra i piedi puzzavano a tutti eppure i figli si facevano lo stesso e ancora oggi nessuno controlla le scarpe e i calzini dei consiglieri regionali. Quando uno nasce in Molise a certe cose ci si abitua i rutti, le loffe, le fetenzie le pistole ad acqua della festa patronale. Ma a Filignano si parlava francese e tu eri come a una guagliona di Paris Mi piaceva la tua gonna a strisce come alla maglietta della Juventus e la grazia che ci mettevi quando attaccavi i lacci alle scarpe di quel trippone di tuo padre. Tua madre non mi voleva bene: mi cucinava le trote del Volturno cotte nel vino di Monteroduni, mi azzuppava i biscotti di Agnone dentro al liquore fatto con l’acqua del Trigno. Mi voleva schiattare ma poi la feci crepare io quando le dissi che tu eri incinta e che era stato l’uccello di rovo che usciva dalla tonaca di uno di Montaquila. Mi piaceva pure tua sorella ma oramai a Filignano non ci vengo più perché ho paura che tuo padre mi fa fare la fine del cucuccio …allungato in terra. posted by TURZO |
02/09/2003 08:38 | commenti
lunedì, settembre 01, 2003
A Morrone c’è nato Michele Iorio e per me è come Betlemme. Ci vado ogni anno in pellegrinaggio come a La Mecca. Ci vado a Novembre perché assaggio il vino nuovo del mio amico Struccone. Dentro a una rocchia vicino alla casa di Struccone ci tengo nascosta una vetica che mi ci appojo come a un bastone perché quando vado a Morrone mi sento vecchio e perdo le forze, mi sento strano come alla messa di padre Roberto che urlo come se il demonio m’avesso messo il peperoncino dentro alle mutande. Una volta Struccone mi sonò una verzellina in faccia perché bevevo con la mano manca da allora non lo faccio più e il primo brindisi è per Michele nostro che pozza avè salute perché se cade Michele z’annacqua il vino z’arrattigna il grano e si guastano i salami appesi alla pertica. Struccone dice che è meglio Michele da sul’ che tre sarchiapun’ accumpagnati e ogni vota che dice a così z’ fa scappà la risa. posted by TURZO |
01/09/2003 13:58 | commenti
|