Rossano Turzo


mercoledì, giugno 23, 2004
 


Il Chiglione prima del voto

(...) Appena fuori del bar di Trabucco, il Chiglione incontrò l'assessore. Lui disse: Buongiorno assesso'. Ma l'assessore non parlò. Il suo sguardo era come il gelato quando ti inchiomma il naso per il freddo e tu dici gesummaria e mo che succede?! Il Chiglione gli aprì la portiera della macchina e lui entrò dentro senza parlare. Sembrava un film di Antonioni, quelli che mi vedevo quando ero giovane, con Monica Vitti che girava girava senza parlare e non si capiva una mazza. Sembrava un film di Antonioni invece erano il Chiglione e l'Assessore dentro la polvere che si alzava proprio fuori a un bar del Molise.
Da lontano arrivavano bestemmie in albanese. Il vento faceva muovere una casseruola: dratandranghete dratandranghete. Due guagliuni tiravano forte vicino a un pallone che andava a sbattere sullo zinco di una barracca che il contadino ci aveva costruito dentro e tra qualche mese toglieva lo zinco e lo metteva in culo alla licenza edilizia.
Il Chiglione si impressionò per il silenzio dell'assessore. Voleva morire. Ma poi dopo aver chiuso la portiera e dopo aver visto la macchina che partiva, lo mandò a fare in culo in silenzio, dentro di sé, e si andò a prendere una bella pizza al taglio e una peroni. Per ungersi le mani e l'anima.

Rossano Turzo
Il Chiglione, 1998





posted by TURZO | 23/06/2004 07:19 | commenti (6)


venerdì, giugno 18, 2004
 


La paglia di Castelmauro

(...) Una volta, a Castelmauro andai al ballottaggio. Mi ero presentato come presidente del Circolo della Pesca. C'erano 201 iscritti. Tutti pescatori che acchiappavano i gamberi con le mani dentro alla pozza di Sant'Onofrio. Io avevo preso il 47%. Il mio concorrente, si chiamava Fienone, prese il 27%. Al terzo posto si classificò Del Miele e al quarto Patonza. Questi due subito vennero da me e mi dissero: «se ci fai fare il Tiralenza e il Mulinello noi ci apparentiamo con te». Io dissi di no e loro si apparentarono con Fienone.

Per apparentarsi dovevano farsi compari. Fienone si vergognava un po' perché i suoi elettori non volevano farsi compari quei due ma non c'era altra scelta per battermi. Così Del Miele e Patonza diventarono pescatori di paglia e dissero che io non potevo fare il presidente del Circolo della Pesca perché andavo indietro come un gambero. Cosimo Ruzzone, che curava la mia campagna elettorale, trovò un gambero che camminava avanti e la sera del comizio dimostrò che quando le cose le vuoi fare puoi anche trovare un gambero anticonformista. La gente rimase impressionata e vincemmo le elezioni. Fienone se ne andò in esilio a Fornelli.

Rossano Turzo
Prima che il callo canti, 1999



posted by TURZO | 18/06/2004 07:58 | commenti


venerdì, giugno 11, 2004
 


L'eclissi di Tommaso Mingone

La prima volta che ho visto una eclissi ero nella campagna di Tommaso Mingone, a Tufara. Lui zappava e io mi scorciavo una pera sotto un frasca. Quando ad un tratto sento un frescolino, poi un freddino e poi il buio sano sano che non sapevo che cippo fare. Allora mi venne voglia di pregare ma proprio in quel momento il cane di Mingone, tutto impaurito mi si buttò addosso e mi voleva abbracciare. Io gli menai una zampata e mentre il cane ualiò, nello stesso momento, come per miracolo, ritornò di colpo il sole. Persi una bella occasione per avvicinarmi a Dio.

Rossano Turzo
Quale Dio a Ururi?, 1996



posted by TURZO | 11/06/2004 16:09 | commenti (1)


mercoledì, giugno 02, 2004
 


Il Chiglione al voto

Non è facile sapere cosa veramente fa il chiglione dentro alla cabina elettorale. Lui si vota e si rivota, smuove la scheda, fa rumore con la matita. L'assesore gli ha spiegato come deve fare ma lui non è tranquillo. Ha paura di sbagliare e, soprattutto, ha paura che qualcuno scopra per chi ha votato. Perché fino alla fine il chiglione non sa per chi votare. Certo, all'assessore dice che vota quello là, agli amici dice che vota quello là. Ma dentro di sé non lo sa veramente cosa farà dentro alla cabina. Peché uno spera sempre di poter diventare un altro, prima o poi.
Anche il chiglione spera che un giorno si sveglia e trova un'altra femmina a fianco, un'altra sveglia sul comodino. E, poi, dopo che fa il rutto vicino allo specchio del bagno, spera che vede un'altra faccia, senza quei peli che escono dal doppio mento e che uno gli faccia la barba che si è stufato a farsela tutte le mattine. Quando sta da solo sulla tazza, che aspetta la liberazione, il chiglione pensa che dovrebbe dimagrire e che quando era giovane soffriva che gli dicevano che era ciotto. Sogna di diventare un altro. Poi, mentre si pulisce, pensa che la vita è tutta lì, sul bianco di quella ceramica. E si gira la carta tra le mani come si gira la scheda dentro alla cabina...

Rossano Turzo
Il Chiglione, 1998




posted by TURZO | 02/06/2004 08:37 | commenti (5)